Un’artista a Monte Meta ha lasciato il suo segno anche nel III Municipio

LA VOCE  07 marzo 2014 pg 10

La giovane artista Alice Pasquini partecipa alla festa del Laboratorio Puzzle

Si chiama Alice Pasquini artista romana con all’attivo molte opere a Roma e all’estero. Ora ha lasciato il suo segno anche nel III Municipio, presso il Laboratorio Puzzle.
Le sue immagini ritraggono giovani, sopratutto volti femminili, ma anche espressioni della quotidianità. Una collaborazione con il Laboratorio nata da un semplice messaggio sul più conosciuto dei social media, ovvero facebook. Alice ha partecipato con molto entusiasmo sopratutto quando è venuta a conoscenza delle attività svolte dai ragazzi: una scuola popolare per ragazzi, una scuola di italiano per stranieri di livello base ed avanzato, uno sportello di supporto agli studenti sotto l’aspetto lavorativo e sotto l’aspetto abitativo.
Puzzle nasce dall’incontro fra l’assemblea della facoltà di medicina de La Sapienza e il centro sociale Horus, oggi sgomberato. L’edificio di via monte meta, viene occupato nel 2011 dopo le mobilitazioni contro la Gelmini. Secondo, Simona, che vive nello stabile da due anni e mezzo, il diritto allo studio è tale solo se tu hai diritto ai tuoi tempi e ai tuoi spazi di vita. Fra le motivazioni dell’occupazione infatti ci sono: gli affitti alti a Roma, le borse di studio e gli accessi agli studentati ridotti al minimo.
Il 19 febbraio si è festeggiato il terzo anno di occupazione ed Alice ha partecipato portando addirittura con sé i colori per abbellire l’entrata del laboratorio. Questa non era la prima collaborazione artistica, infatti altri artisti hanno valorizzato le mura del laboratorio, ed altri ne verranno.

Alessandra Fantini

Fonte: LA VOCE del Municipio 07-03-2014

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Ladri alla scuola Montessori

LA VOCE  24 febbraio 2014 pg 15

Ladri di merendine, ma non solo. Dopo le vacanze natalizie rubati nell’istituto anche dei pc.

Sembra non abbia pace la Scuola Montessori di viale Adriatico 140. Il 7 gennaio gli alunni ed il personale si sono accorti della visita dei ladri. Rotto il distributore delle merendine e dell’acqua, con una evidente forzatura e la rottura del vetro. Danni anche nelle classi della scuola materna dove quasi tutti gli armadi con il materiale didattico sono stati forzati ed alcuni oggetti risultano mancanti. Le insegnanti della scuola primaria hanno anche denunciato la scomparsa di cinque computer portatili.

La dirigente scolastica, la dottoressa Maria Antonietta Iasenzaniro, ha sporto denuncia e sono intervenuti i carabinieri per accertare l’accaduto.

Purtroppo come se non bastasse i ladri sono nuovamente entrati distruggendo la macchina del caffè, situata nell’androne. Una volta rimossi i vetri i carabinieri sono potuti intervenire.

Potrebbero essere atti di vandalismo o semplici bravate, ma per ora nulla di fatto. Inoltre sorge una dubbio sull’assenza di un impianto di antifurto.

Intanto il Comitato dei Genitori, che condivide le proprie informazioni e commenti su un apposito blog ha riportato la notizia dei furti e fra i commenti della notizia si lamenta la mancata tempestività della denuncia ai carabinieri.

Nadia Battisti, uno dei genitori che co-gestisce insieme ad altri il blog, e non in rappresentanza dei genitori della scuola, afferma che il Dirigente Scolastico in merito all’accadimento ha allertato sia il proprietario dell’edificio, la Regione Lazio essendo l’edificio un ex GIL, sollecitando misure strutturali in grado di dissuadere da eventi analoghi in futuro. Sollecitato anche il Municipio per opere di manutenzione.

Infine si é disposto la rimozione delle macchinette distributrici di merende e bevande come azione di prevenzione.

Alessandra Fantini

Fonte: LA VOCE del Municipio 24-01-2014

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Quale futuro per l’impianto AMA di Via Salaria?

LA VOCE  24 febbraio 2014 pg 14

 

Chiusura, conversione, delocalizzazione. Tante proposte per risolvere il problema dei miasmi.

 

Il futuro dell’impianto AMA di Via Salaria rimane ancora mistero.

Il Sindaco di Roma Ignazio Marino, durante la conferenza stampa di presentazione del nuovo Cda Ama, ha dichiarato di voler realizzare impianti moderni che porteranno via almeno un impianto di trattamento meccanico biologico e in cima alla lista c’è quello di via Salaria. L’Assessore all’Ambiente di Roma Capitale, Estella Marino, si è espressa da tempo per una riconversione dell’impianto.

Difficoltà di visione comune, messe in crisi anche dall’ultimo cambio di cda dell’AMA e dalla bufera sul caso Strozzi.

Il presidente del comitato spontaneo dei cittadini di Villa Spada, Adriano Travaglia, ha incontrato due mesi fa l’Assessore Estella Marino, parlando di riconversione.

Angelo Massacci, del comitato di quartiere Villa Spada, si esprime invece per una totale chiusura dell’impianto, nato come rimessaggio mezzi con la promessa di non trattar rifiuti. «Una promessa violata – afferma – perciò il mostro deve essere estirpato e chiuso. In caso di riapertura devono consultare prima il livello politico e i cittadini per dire cosa faranno su quella struttura. É un fattore di trasparenza».

A livello locale, proprio per rafforzare gli sforzi fatti tra cittadini e rappresentanti dell’amministrazione, il consigliere Cristiano Bonelli ha presentato presso la Commissione ambiente un ordine del giorno in cui è stato chiesto che venga discusso un consiglio straordinario fuori dalle sedi ordinarie. Bonelli rammenta: «Questa struttura serve a livello locale ma deve essere messa lontano dalle abitazioni. Noi andiamo avanti con quanto richiesto unanimemente ovvero la delocalizzazione. Chiuderete o convertirete quello che andrete a delocalizzare».

Contraria alla delocalizzazione Gianna Le Donne, della Commissione Ambiente: «Da quando ci siamo insediati, a fine giugno, in stretto contatto con l’assessore capitolino Estella Marino, abbiamo avviato un percorso comune, per trovare una soluzione al problema dell’impianto TMB di via Salaria. É stato costituito un tavolo di tecnici interni e di rappresentanti di autorevoli  Enti esterni come ARPA Lazio e DEP Lazio (Dipartimento di Epidemiologia del Servizio Sanitario della Regione Lazio)». Secondo Le Donne l’obiettivo di questa Amministrazione, capitolina e municipale, è implementare il sistema di raccolta differenziata che, entro il 2015, coinvolgerà tutti i Municipi romani.

«L’impianto Ama di via Salaria è destinato dunque alla chiusura e riconversione, non alla delocalizzazione».

Alessandra Fantini

Fonte: LA VOCE del Municipio 24-01-2014

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A Natale tutto riporta alla famiglia

LA VOCE  13 Dicembre 2013 pg10

Le attese feste di Natale sono il momento di riposo e di familiarità a cui gli italiani non rinunciano.

Molti per la festa della Natività si ritrovano in famiglia e in questo momento di crisi le spese pazze sono diminuite per far posto ad una quotidianità più dura.

Confersercenti infatti ribadisce che parte del respiro dato dalla tredicesima finirà per coprire mutui, tasse e altri debiti. Molti però prima della tredicesima richiedono il lavoro ma sicuramente ci si dimenticherà un attimo delle difficoltà di fronte alle delizie dei banchetti di Natale e alla presenza della famiglia.

Soprattutto i giovani che vivono a Roma e che lavoreranno anche sotto le feste, dovranno rinunciare alla vicinanza dei propri cari e cercheranno una maggiore familiarità con gli amici a loro vicini.

Ma nonostante la crisi ed una spesa media per questo Natale, stimata tra i 290 e i 360 euro a testa, fra pranzi e regali, ci sono persone che non rinunciano ad un bel viaggio: secondo una agenzia del municipio i dati rispetto alle domande di partenza non sono variati di molto rispetto lo scorso anno, segno che non si rinuncia alla agognata vacanza di Natale: fra le mete scelte ci sono le capitali europee per circa 2 o 3 giorni con una media di circa 700€ a persona, ma anche viaggi un po’ più fuori dal nostro continente come Kenya o Santo Domingo, dove la spesa può raggiungere circa i 1600 a persona.

Insomma Natale è alle porte e gli italiani sceglieranno come meglio spendere i propri soldi, che scarseggiano sempre un po’ ma che vengono utilizzati anche per godersi questo momento di riposo.

Alessandra Fantini

Fonte: LA VOCE del Municipio 13-12-2013

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Qualità della vita: Roma bocciata

LA VOCE  15 Novembre 2013 pg10

Rifiuti e traffico, Roma raggiunge il decimo posto su 15 città

Roma in quanto a qualità della vita, raggiunge il decimo posto su un totale di 15 grandi città prese in considerazione. Il rapporto annuale di Legambiente “Ecosistema urbano 2013” mette in luce tutti gli aspetti negativi della capitale: una raccolta differenziata che non decolla, mancanza di corsie preferenziali e percorsi ciclabili, diminuzione dell’inquinamento ma aumento dell’ozono.

Forte rallentamento nella diffusione della raccolta differenziata: dal 24,2% del 2011 al 25% del 2012, con dati Ama che indicano un aumento fino al 31% nell’agosto 2013. In controtendenza gli aumenti della produzione pro capite di rifiuti, che passa da 645,7 chilogrammi all’anno a 659,9. Un record negativo che fa arrivare sotto questo aspetto Roma al penultimo posto in classifica.

Caos nelle strade: mancano nuove corsie preferenziali e nuovi percorsi ciclabili, con una continua presenza di traffico ed ingorghi. Si stimano circa 67 autovetture circolanti e 15 motocicli per 100 abitanti, mentre si riscontrano 70 morti ogni 10mila abitanti. Solo l’area ztl è un segnale positivo: con 2,19 metri quadrati per abitante è tra le più grandi a livello nazionale. Le isole pedonali son ferme a 18 centimetri quadrati pedonalizzati per abitante.

La situazione inquinamento sono in leggero miglioramento tenendo conto dei valori di Pm10 e No2, ma non le emissioni di ozono che balzano da 19,1 a 22,3.

Infine per le risorse idriche risulta un aumento delle perdite di rete, dal 36 al 37% e uno stop per la depurazione, ferma al 97%.

Alessandra Fantini

Fonte: LA VOCE del Municipio 15-11-2013

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Visita a sorpresa nei villaggi rom del III municipio

LA VOCE  15 Novembre 2013 pg8

Cesarina ed ex Cartiera di via salaria finiscono sotto l’occhio della Commissione diritti del Senato

Nei giorni scorsi insieme all’Associazione 21 Luglio, due membri della Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani del Senato, Francesco Palermo (Gruppo per le autonomie) e Daniela Donno (Movimento 5 Stelle), hanno visitato a sorpresa l’ex cartiera di via Salaria, con circa 370 persone provenienti dall’ex Casilino 900, e il campo attrezzato de la Cesarina, dove si trovano circa 180 persone di origine rom.

Dallo scorso anno l’Associazione sta monitorando la situazione del villaggio a ridosso della Marcigliana, con situazioni fatiscenti e difficoltà sempre maggiori a livello igienico sanitario.

Francesco Palermo ha espresso il suo stupore perché nonostante abbia visitato tanti campi in Europa non aveva mai visto tanto degrado come nella capitale. In una dichiarazione ha sottolineato: «Solo Roma per un numero di rom ridotto in confronto a molte altre città europee spende 20 milioni di euro all’anno per mantenere dei campi che sono dei campi di concentramento. I soldi inoltre non vanno ai destinatari diretti. In più oltre ai costi diretti ci sono quelli sociali, persone senza possibilità di integrarsi, spesso spinte automaticamente nella criminalità».

In una nota l’Associazione 21 Luglio ha spiegato che la visita della Commissione del Senato ha il fine di appurare direttamente le condizioni di vita della popolazione rom all’interno dei cosiddetti villaggi attrezzati , luoghi da chiudere secondo l’Associazione in quanto spazi di isolamento e ghettizzazione.

Alessandra Fantini

Fonte: LA VOCE del Municipio 15-11-2013

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Emergenza abitativa nel III municipio

 

LA VOCE  1 Novembre 2013 pg4

Emergenza abitativa nel III municipio

I Movimenti per l’abitare pongono la questione dell’alloggio. Come affronta il III municipio questa emergenza?

 

Alloggio: una delle parole chiave di queste settimane, sopratutto dopo la manifestazione a Roma di sabato 19 ottobre e dell’occupazione lampo in via Val D’Ala 200. Un’occupazione criticata dal presidente del Consiglio del III Municipio Riccardo Corbucci: «La mia idea è che vada rispettata la legalità. Non è possibile risolvere un’emergenza reale con degli atti illegali». Ed ha aggiunto: «Spesso l’emergenza abitativa e l’emergenza di spazi culturali sono andati di pari passo per giustificare le occupazioni, ma son due cose completamente diverse».

L’emergenza abitativa riguarda un crescente numero di famiglie. L’associazione Mamre sottolinea come il rincaro dell’affitto delle case degli enti previdenziali privatizzati mette in difficoltà molti nuclei anche del municipio.  Gli istituti di credito e assicurativi avevano l’obbligo di dotarsi di un patrimonio immobiliare e in questi ultimi sono stati privatizzati, rimodulando i prezzi degli affitti ed avviando la dismissione degli appartamenti a prezzi di mercato.

Dal 2009 ad oggi secondo l’assessore alle politiche sociali Eleonora Di Maggio il numero delle richieste del contributo per la casa è aumentato: «La questione dell’alloggio è una vera e propria emergenza del municipio. Inoltre ci sono famiglie italiane che vivono in mezzo la strada, negli accampamenti del nostro municipio in condizioni non possibili». A fronte di questo problema il presidente Marchionne ha dichiarato che municipio, associazioni e parrocchie si stanno coordinando per monitorare la situazione dell’Aniene. «Ci troviamo nei mesi più difficili del nostro mandato perché attendiamo l’approvazione del bilancio, e al momento non abbiamo a disposizione risorse finanziarie».

Marchionne conclude: « Sul fronte delle case degli inquilini degli enti previdenziali stiamo chiedendo una fotografia certa di quanti di quei nuclei familiari si sono rivolti in questi mesi ai nostri servizi sociali per la richiesta di un sussidio, per poi intraprendere una azione più decisa».

 

Alessandra Fantini

Fonte: LA VOCE del Municipio 1°-11-2013

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Si è chiuso il 48 Hour Film Project

LA VOCE  1 Novembre 2013 pg2

Una folle esperienza cinematografica dove mettersi alla prova

A Roma il “48 Hour Film Project” si è tenuto nel week end dall’11 al 13 ottobre 2013, dove 56 squadre hanno creato un cortometraggio in un week end.

Ogni gruppo l’11 ottobre alle ore 18 ha scelto il genere di corto da girare, come ad esempio fantasy, western, commedia, supereroi, eh ha conosciuto gli elementi obbligatori da inserire nel corto ovvero: il personaggio, Antonio or Antonia de Angelis, infermiere; l’oggetto , una racchetta da tennis; ed una linea di dialogo, ovvero: “Non so se hai capito chi sono”.

Di 54 squadre solo 31 hanno consegnato per il concorso e solo 40 sono rientrati nel premio del pubblico.

Fra i partecipanti anche alcuni ragazzi del III municipio, fra cui Matteo e Valeria.

Matteo della squadra Natan  ha girato il fantasy “nuove inquisizioni” senza consegnare:«L’importante è giocare». Le riprese sopratutto a borgata fidene, hanno attratto molti curiosi che hanno sostenuto il gruppo con cibo e bevande:  «Una bella partecipazione».

Valeria, vive in zona espero ed ha corso per il 48 ore come attrice per il gruppo Atletico Moviola ed il corto del genere superoi “EVA”. Tanto teatro per lei e prima avventura “cinematografica”. «Un’esperienza fantastica, dove concentrare tutte le energie perché è importante che ognuno faccia il suo lavoro. Come attrice è stata un’esperienza forte dove dare il meglio nel minor tempo possibile».

Sul territorio però Valeria ha riscontrato poca attività utile per la sua formazione: «Da due anni vivo nella zona espero ma per la mia crescita professionale, sia formativa sia come spettatrice, mi sono sempre spostata fuori dal municipio. A parte il cineteatro di via valsolda, dove non sono mai riuscita ad andare, per il resto non ho trovato nulla ».

Alessandra Fantini

Fonte: LA VOCE del Municipio 1°-11-2013

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DAL 1° OTTOBRE UN NUOVO AUMENTO DELL’IVA

DAL 1° OTTOBRE UN NUOVO AUMENTO DELL’IVA

Con la crisi e l’aumento dell’IVA cambia il modo di lavorare ma i negozi congelano i prezzi

Vista la crisi di Governo, dal 1° ottobre l’Iva è passata dal 21 al 22%. Un aumento che colpisce gioielli, detersivi per lavare i piatti, vestiti, attrezzature sportive, televisori ma anche attività di divertimento e servizi professionali.

Già nel settembre 2011, c’era stato un aumento dell’imposta con un sensibile aumento dei prezzi. Ad oggi grandi catene ma anche piccoli commercianti scelgono di congelare gli importi.

Il signor Dino da circa quarant’anni sul territorio con un negozio di calzature confessa che bisogna esser molto bravi a tenersi la clientela. In attesa di tempi migliori, preferisce bloccare i prezzi perché il rischio è che dieci acquisti diventino sette.

Andrea parrucchiere da sette anni su viale tirreno rende chiare le difficoltà che un esercente affronta: «Sono due volte in un anno e mezzo che aumenta l’IVA. Noi cerchiamo di mantenere sempre gli stessi prezzi e ciò va ad incidere sui guadagni annuali. Questo aumento è la ciliegina sulla torta, di una torta che è andata male. Questo ha voluto dire per noi, lavorare di più, essere aperti 7 giorni su 7. Si lavora il triplo e si hanno ricavi minori del passato».

Beni di prima necessità, soprattutto alimentari, non sono stati toccati dall’aumento dell’IVA, agevolata al 10%, ma in periodo di crisi si scelgono beni meno cari: come ad esempio un pasticcere del III municipio ha dichiarato che non utilizza più pinoli perché sempre più cari.

Alcuni esercenti della zona vicina a Conca d’Oro sottolineano, inoltre, i problemi di passaggio dovuti alla presenza delle strisce blu, dopo l’apertura della B1.

Vittorio Pietrosante, assessore presso il III municipio con delega al commercio e attività produttive, si dichiara mancante verso i commercianti del territorio, ricordando l’importanza per i piccoli negozi di una forte specializzazione di prodotti, con un’attenzione alla qualità. Pietrosante ha dichiarato di essersi dedicato ai mercati rionali che spesso sono lasciati a loro stessi o in cui si trovano situazioni di abusivismo.

Alessandra Fantini

Fonte: LA VOCE del Municipio 18-1-2013

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Contro il caos, l’immaginazione radicale

mini-profilo di Barbara Augerscritto da Barbara Auger
         tradotto da Alessandra Fantini

Lo sviluppo della comunicazione digitale espande i clamori delle voci popolari, liberando allo stesso tempo parole, immagini, idee ed azioni che fino ad ora sono state ristrette a delle sfere determinate. Sempre più va affermandosi una immaginazione detta “radicale”

Lo sviluppo della comunicazione digitale espande i clamori delle voci popolari, liberando allo stesso tempo parole, immagini, idee ed azioni finora ristrette entro determinati ambiti. Il mondo virtuale è iperconnesso abbonda di idee originali e pullula di volontà imprenditoriali con aspirazioni innovative. Con analoga frenesia sul territorio, le voci popolari risuonano, si organizzano e rivendicano i valori dissidenti. E questo è tutto un immaginare radicale che si contrappone al pensiero stereotipato. Riguardo alle voci di Occupy Wall Street levatesi contro la crisi finanziaria degli ultimi anni, David Graeber (antropologo USA) scriveva nel settembre 2011 sul Guardian [en]:

E’ veramente sorprendente che abbiano voglia di scambiare due parole con i magnati dell’economia che hanno rubato loro l’avvenire?

In Europa osserviamo esattamente i risultati di un colossale fallimento sociale. Gli occupanti sono esattamente il genere di persone che abbondano di idee, le cui energia dovrebbe essere favorita da una società in buona salute al fine di migliorare la vita di tutti. Invece consacrano l’energia a immaginare il modo di portare giù l’intero sistema.

Ma il fallimento definitivo è quello dell’immaginazione. Ciò a cui assistiamo può anche essere considerato come la rivendicazione di aprire finalmente quel dibattito che avremmo dovuto avere nel 2008. Dopo il quasi totale affondamento del sistema finanziario mondiale, ci fu un momento dove tutto sembrò possibile.

Radical imagination

“Immaginazione radicale” su Wikipedia. Licenza CC-BY-SA

L’immaginazione, una gran parola che stiamo riscoprendo oggi, designa la facoltà umana a rappresentarsi delle cose o degli avvenimenti percepiti dai sensi. Collegamento fra il mondo e l’individuo, l’immagine mentale costruita per queste facoltà viaggia di spirito in spirito per i diversi canali di trasmissione (storie scritte, orali o visive diffuse sotto forma di libri, discorsi o film, ad esempio).

Il dominio economico e sociale non è il solo a soffrire di questo fallimento dell’immaginazione. Un rapido colpo d’occhio alle produzioni occidentali cinematografiche, musicali o letterarie di massa, vede senza ripetersi senza fine le eterne melodie della vecchia scuola, vintage o retrò (per non dire passata di moda): si rimescolano, si rifanno o si ripetono gli stessi dettami culturali del XX secolo e del precedente.

Di fronte a questa immaginazione ufficiale, autorizzata e largamente diffusa dalle istituzioni governative e mediatiche, si distingue pertanto l’emergenza sulla scena globale di un altro tipo di immaginazione, quella spontanea, più intima e spesso non autorizzata.

Quest’immaginazione detta radicale [en] designa la radice affettiva, viscerale e impulsiva che lega l’essere umano al mondo. Prima di conoscere l’ordine, la morale e la coscienza, l’immaginazione trae la sua forma dalla relazione che esiste fra il corpo e l’ambiente (geografico come sociale). Si tratta di una percezione primitiva, emotiva e fondamentalmente creatrice che tocca lo spirito umano.

Nella sua radice, come dire dentro il suo aspetto radicale, l’immaginazione osa e guadagna il caos. Non si tratta di apportare il caos nè di perdersi, ma piuttosto per lo spirito umano di confrontarsi. Fondamentalmente il fatto di immaginare è mettersi di fronte al disordine per respingerlo e conferirgli una forma desiderata.

A partire dal 2007/2008, la scena internazionale conta numerosi movimenti rispondenti a questa definizione. La gente si confronta con ambienti aggressivi alzando la voce contro il caos senza fine apparente.

La crisi del debito e i piani di austerità in Europa hanno generato manifestazioni in Islanda, Inghilterra, Spagna, Portogallo, Grecia, ecc.; analogamente, le condizioni di vita sono all’origine delle rivolte popolari, come la Primavera Araba, che raggiunge un punto culminante nel 2011; delle manifestazioni anticorruzione (2011) e più recentemente (gennaio 2013) anti-violenza contro le donne in l’India; le auto-immolazioni per la fede in Tibet, o ancora le “rivoluzione dei gelsomini” a Pechino e Shanghai (febbraio 2011) e le rivolte popolari evidenziatesi in Cina. Il 2011 ha anche visto l’affermarsi del movimento degli Indignatos in Spagna e poi quello di Occupy Wall Street negli Stati Uniti.

Se questi due movimenti non sono identici e se rari sono coloro che si trovano direttamente legati l’uno all’altro, va quindi posta in evidenza l’esistenza di un Metamovimento, per riprendere il termine utilizzato da Umair Haque [en]:

Il Metamovimento è il movimento dei movimenti. (…) [Questo] non è solamente un eco debole e passeggero, ma l’eco crescente del popolo diffidente a questo Stato brutale del malfunzionamento, questa Grande Frammentazione [en] delle istituzioni e dei contratti sociali. La loro fiducia, sospetto, possa esser questa: non c’è nessuno a cui rivolgersi, perciò il movimento si rivolge se stesso.

Queste forme espressive radicali e popolari sono all’immagine del crescente divario tra le istituzioni e il popolo. Il caso dell’immolazione di Mohamed Bouazizi [fr] a Sidi Bouzid in Tunisia è particolarmente significativo. Il suo gesto, risposta a una persecuzione statale generalizzata, ha scatenato la reazione dei netizen e dei cittadini, che hanno denunciatola mancanza di lavoro, la corruzione e il peggioramento dei diritti umani nel loro Paese, provocando le rivolte fino alla caduta del regime [en] oppressore.

Questo modo di espressione radicale si ritrova ancor’oggi nel popolo tibetano che visto dall’inizio del 2013 circa 96 auto-immolazioni. Secondo una ricerca [en] su questi episodi:

I Tibetani sono definiti la recente onda di immolazioni non solo come atti di sacrificio ma come atti di significato religioso, come la tradizione di un’offerta di se stessi per il bene degli altri. Un numero di testimoni (..) presenta la cultura e l’identità tibetana come qualcosa che deve esser preservata perché è sul punto di essere distrutta.

L’espressione di quest’immaginazione radicale risulta come trasgressione. Il suo principio innovatore si rivela nell’alternanza fra l’azione (austerità, identità, repressione, perdità dei diritti) e la reazione (sollevamenti, rivolta, manifestazione, sacrificio, etc). Agendo in risposta al calo della protezione, permette di sollevarsi contro una totalità agonizzante e caotica, di interrogarsi sulla natura dell’ordine stabilito e di gettare i semi di una diversa struttura sociale.

Fonte:  Global Voices

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