Il libro Bar(n)Out fa parlare la periferia.

 Il libro Bar(n)Out fa parlare la periferia.

Un’esperienza nata in un bar. Due ragazzi, Valerio Nicolosi e Paolo Verticchio una sera si incontrano nella zona del Tufello e da lì parte un’amicizia che ha fatto nascere il libro Bar(n)out.
Il titolo è un gioco di parole basato da una parte sull’idea della vita fuori dai bar, così come rappresentata sulla copertina del libro e dall’altra fa riferimento anche alla sindrome di Burnout, legata alle professioni di aiuto, in cui si perde interesse verso la gente con cui si lavora fino a raggiungere l’esaurimento emotivo. Un’assenza di stimoli portata in periferia che è sempre più presente, visto che con la crisi è più facile sfiorare la depressione, soprattutto perché si fa più fatica a re-inventarsi.
«Volevo raccontare un mondo poco conosciuto perché è pieno di personaggi particolari che sicuramente hanno una grande umanità e socialità» così spiega Valerio Nicolosi, che ha raccolto le immagini di una periferia, quella della zona Val Melaina e del Tufello per raccontare la realtà in cui è cresciuto.
Un mondo vivo fatto di incontri di persone dove sopratutto la sera, le differenze si annullano: nei bar, ma non solo, si incontrano musicisti, filosofi ma anche idraulici e tutti si mostrano sotto un unico aspetto, ovvero quello della propria umanità. Storie spesso assurde che raccontano una Roma in cui il tempo sembra fermarsi a 50 anni fa.
L’idea era far parlare la periferia con foto e racconti, presentando in particolare il Tufello,non solo a Roma ma anche in altre città come Perugia, Pisa in attesa della tappa a L’Aquila.
«Noi veniamo dalle case popolari e l’idea era far conoscere questa realtà fuori dalla nostra città. Sono ancora luoghi sani con una struttura pensata per la socialità. Nei quartieri come Tufello o Val Melaina ci sono spazi di aggregazione e ciò rende queste realtà vive» prosegue Valerio. «Il bar,in particolare, è una finestra si un micro mondo che si apre alla socialità. Quello che raccontiamo è una normalità, anche se per molti non lo è».
E’ la realtà della periferia: dura, cruda ma reale e ricca di umanità.

Alessandra Fantini

Fonte: LA VOCE del Municipio 18-1-2013

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donna resistente nell'Italia dei cervelli in fuga
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