Nuovo capitolo per l’impianto di Via Salaria.

Nuovo capitolo per l’impianto di Via Salaria.

Il Consiglio municipale in seduta straordinaria presso Villa Spada vota l’atto redatto dal Comitato di quartiere. Il presidente dell’Ama Benvenuti fa suo l’impegno della delocalizzazione dell’impianto di Via Salaria.

La parola d’ordine è delocalizzare. Il 6 dicembre il Comitato di Villa Spada si è confrontato con il Consiglio del Municipio IV, in seduta straordinaria presso i locali della Chiesa S.innocenzo I.
Il Comitato ha presentato un atto di risposta all’ordine del giorno del 23 novembre 2012 del consiglio municipale con oggetto: “Richiesta delocalizzazione impianto AMA Via Salaria 981” a firma Ripanucci- Bonelli.
Daniele Poggiani del comitato spontaneo chiede certezze. Era già stato preso nei mesi scorsi un impegno formale per delocalizzare l’impianto AMA ma bisognava che fossero chiariti i tempi per organizzare uno studio ed individuare un altro sito insieme ai costi economici che servono a realizzare questo intervento. «Ora aspettiamo fatti concreti ».
Presente anche il presidente AMA Piergiorgio Benvenuti, il quale ribadisce i lavori fatti alla struttura di Via Salaria e aggiorna le rilevazioni dell’istituto Mario Negri, di questo dicembre (e non quelle passate)affermando che: «Emergenza di carattere sanitario non c’è, è evidente che c’è un problema di cattivo odore e che l’impianto non doveva essere posizionato qui». Benvenuti prende l’impegno di portare nel prossimo consiglio di amministrazione, l’ipotesi nel piano industriale della delocalizzazione dell’impianto di via Salaria. «Lo prendo come impegno mio, questo è l’impegno di AMA». I tempi però sono incerti, perché servono autorizzazioni, l’individuazione del sito e finanziamenti destinati a questa scelta.
Presente all’iniziativa di Via Radicofani anche la consigliera di Roma Capitale Gemma Azuni, che ha parlato di fatti. Presentate secondo la consigliera le linee guida all’AMA per il nuovo contratto di servizio; richiesto un impegno al sindaco perché sia presentato entro la fine del 2012 il piano finanziario dettagliato, con report semestrali, sull’utilizzo di fondi da Regione Lazio e dal Ministero dell’Ambiente; e l’ultima mozione presentata dalla Azuni, indica la destinazione di finanziamenti conferiti dalla Regione per il potenziamento della raccolta differenziata, in cui si parla anche della conversione dell’impianto.
L’atto presentato dal Comitato è stato accolto dal Consiglio, unica difficoltà è stato il tonnellaggio dei rifiuti trattati: il comitato chiedeva una riduzione, mentre per ora si è scelto di difendere le tonnellate attuali. Benvenuti in merito ha dichiarato che gli impianti sono a pieno regime a 750 tonnellate e non risulta che ci siano altre richieste di ampliamento, anzi c’è una grande accelerazione nell’avvio della differenziata in modelli omogenei su tutta la città.
Il presidente del Municipio Cristiano Bonelli si dichiara soddisfatto: «Il problema non è stato definitivamente risolto ma ci portiamo a casa una piccola vittoria».
Presenti tra il pubblico il Presidente dei Verdi del Lazio, Nando Bonessio e Claudio Maria Ricozzi (PD), il quale ha dichiarato che nonostante il passo in avanti , c’è bisogno di certezze sopratutto finanziarie, per la dislocazione dell’impianto.
Critico Paolo Marchionne: «Un passo in avanti importante che però necessita di tante azioni da parte dell’azienda. Prima di tutte la possibilità di utilizzare a regime anche gli altri 3 impianti TBM ovvero Rocca Cencia e i due di Malagrotta, con cui sarebbe in piedi un contratto con la municipalizzata ma che non lavorano. Si ridurrebbe in tal caso il tonnellaggio di via Salaria, senza aspettare la costruzione del nuovo impianto, per cui servono almeno 20 milioni di euro e 5 anni per la realizzazione».

Alessandra Fantini

Fonte: LA VOCE del Municipio 14-12-2012

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