Proteste nel mondo a sostegno dei nativi Guarani-Kaiowá

         tradotto da Alessandra Fantini

Resiste con forza la comunità indigena dei Guarani-Kaiowá di Pyelito Kue / Mbarakay, in Mato Grosso do Sul. Dopo la minaccia di espulsione e l’avvelenamento delle acque della comunità, molte persone si sono unite alla loro battaglia con proteste in tutto il Brasile e non solo.

Hanno subito la minaccia di una espulsione [it] dalla propria terra, le loro acque sono state avvelenate dagli agricoltori, ma sono pronti a resistere fino alla morte [it]. Sono queste le estenuanti circostanze che la comunità indigena Guarani-Kaiowà di Pyelito Kue / Mbarakay, nella municipalità di Iguatemi, Mato Grosso do Sul (MS), ha dovuto affrontare, trovando sui social media e nelle strade l’appoggio che non hanno ricevuto dal governo e che hanno avuto solo timidamente dal FUNAI (Fondazione nazionale per gli indigeni).

I Guarani-Kaiowá rappresentano une delle più ampie comunità indigene in Brasile, (46.000 di circa 734.000), ma nelle ultime decadi sono stati obiettivo di continui attacchi [it] così come le terre sulle quali hanno vissuto i loro antenati [it] in MS, terre che sono diventate le più proficue nel paese per la rapida crescita dell’agri-business e dell’industria dei biocarburanti. In virtù della nuova minaccia di sgombero, all’inizio dell’ottobre 2012 la comunità di Pyelito Kue / Mbarakay pubblicò una lettera aperta, che ottenne una risposta massiva. Alla fine del mese, il 30 Ottobre, il Tribunale Federale Regionale della terza regione, presso São Paulo, ha sospeso l’ordine di sfratto per i Guaraní-Kaiowá dal loro accampamento. La decisione durerà fino all’identificazione e alla demarcazione del territorio finale della comunità nativa da parte del FUNAI.

Per una settimana, dal 26 Ottobre al 9 Novembre 2012, attivisti da tutto il mondo si sono mobilitati nelle strade per manifestare, in difesa dei Guaraní-Kaiowá contro la loro espulsione e l’abbandono delle comunità indigene da parte del governo. Sui social networks, molte persone da diversi posti nel globo hanno adottato il nome “Guaraní-Kaiowá” come cognome sui propri profili Facebook.

Appello per le manifestazioni che hanno attraversato il paese circolato su Facebook

Appello per le manifestazioni che hanno attraversato il paese circolato su Facebook

Sulla protesta in São Paulo, Ana Paula de Souza e Deborah Camargo scrivono [pt]  per il blog Vírus Planetário:

Danças indígenas, e gritos como “Somos todos Guarani- kaiowá”, “Matam um, matam mil estão matando todos os índios do Brasil” além de trechos da música “Pais e filhos”, de Renato Russo, ecoaram durante todo o percurso do protesto e chamou a atenção de diversas pessoas que andavam pelas ruas de São Paulo.  O silêncio também se fez presente em respeito aos índios que foram mortos em confrontos pela disputa de terra no Mato Grosso do Sul.  Na ocasião, muitas pessoas que não faziam parte do protesto se sensibilizaram com a reivindicação dos manifestantes e entraram no movimento que ocupou cerca de três quarteirões das ruas de SP. Com o crescente número de massa humana aderindo ao movimento, as autoridades locais já não sabiam mais qual o número exato de pessoas que faziam parte da passeata.

Danze indigene e inni come “Noi siamo tutti Guaraní-Kaiowá”, “essi uccidono uno, essi uccidono migliaia, stanno uccidendo tutti gli indio del Brasile” insieme agli estratti della canzone “Pais e Filhos” (Genitori e Bambini) di Renato Russo [cantante della famosa rock band Brasiliana degli anni 80, Legião Urbana], hanno riecheggiato fra le strade della protesta richiamando l’attenzione delle persone che camminavano per le vie di São Paulo [SP]. Non sono mancati momenti di silenzio, come forma di rispetto verso gli Indiani che furono uccisi negli scontri per le dispute sulla terra in Mato Grosso do Sul. Allo stesso tempo, molti che non hanno preso parte alla protesta sono stati sensibilizzati attraverso le rivendicazioni dei manifestanti e si sono uniti al movimento che aveva occupato circa tre blocchi delle strade di SP. Sempre più persone hanno aderito al movimento tanto che le autorità locali non hanno compreso quale fosse il numero esatto di coloro che hanno preso parte alla marcia.

Sandra Benedetti pubblica su Youtube un video della protesta nella città di São Paulo:

Alexandre Guarani-Kaiowá pubblica una serie di foto sul suo album di Facebook:

Manifestazione in São Paulo. Foto di Alexandre Guarani-Kaiowá, usata con permesso.

Manifestazione in São Paulo. Foto di Alexandre Guarani-Kaiowá, usata con permesso.

Manifestazione in São Paulo. Foto di Alexandre Guarani-Kaiowá, usata con permesso.

Manifestazione in São Paulo. Foto di Alexandre Guarani-Kaiowá, usata con permesso.

Il giornalista Alex Haubrich pubblica una serie di foto sul suo profilo Facebook relative alla manifestazione tenutasi presso Porto Alegre, Rio Grande do Sul:

Manifestazione presso Porto Alegre. Foto di Alex Haubrich, usata con permesso.

Manifestazione presso Porto Alegre. Foto di Alex Haubrich, usata con permesso.

Manifestazione presso Porto Alegre. Foto di Alex Haubrich, usata con permesso.

Manifestazione presso Porto Alegre. Foto di Alex Haubrich, usata con permesso.

Anche presso Porto Alegre, l’utente di Youtube Carol Nugem ha messo a disposizione un video [pt] con il discorso del Capo Vherá Poty contro il genocidio dei Guarani-Kaiowá :

Il Blog del Comitato internazionale di solidarietà con il popolo Guarani e Kaiowá [pt] pubblica una serie di video [pt] di proteste in Dourados, nello stato del Mato Grosso do Sul.

Agnaldo Mattos, utente di Youtube, diffonde un video [pt] della manifestazione in Salvador, Bahia:

Rossanna Pinheiros pubblica su Youtube un video della protesta in Rio de Janeiro [pt]:

E anche lei pubblica una serie di foto della manifestazione in Rio de Janeiro:

Manifestazione in Rio de Janeiro. Foto di Rossanna Pinheiro. Foto usata con permesso.

Manifestazione in Rio de Janeiro. Foto di Rossanna Pinheiro. Foto usata con permesso.

Manifestazione in Rio de Janeiro. Foto di Rossanna Pinheiro. Foto usata con permesso.

Manifestazione in Rio de Janeiro. Foto di Rossanna Pinheiro. Foto usata con permesso.

Le dimostrazioni hanno avuto luogo in molte altre città all’interno del Brasile, come João Pessoa, Feira de Santana, Osasco, Sorocaba [pt], e altre ancora.

Su Vimeo, Robson ha pubblicato un video della manifestazione in Brasília:

http://vimeo.com/54017273

Ci sono state persino proteste fuori dal Brasile, come quella di fronte all’UN Headquarters a New York:

Protesta davanti le Nazioni Unite, New York. Foto di Leandro Viana, Masayuki Azuma e Sebastian Loaysa, usata con permesso

Protesta davanti le Nazioni Unite, New York. Foto di Leandro Viana, Masayuki Azuma e Sebastian Loaysa, usata con permesso

Protesta davanti le Nazioni Unite, New York. Foto di Leandro Viana, Masayuki Azuma e Sebastian Loaysa, usata con permesso

Protesta di fronte le Nazioni Unite, New York. Foto di Leandro Viana, Masayuki Azuma e Sebastian Loaysa, usata con permesso

Le proteste si sono tenute anche presso Porto (Portogallo) e Amburgo (Germania). Una lista completa di tutti gli eventi che si sono tenuti in Brasile a sostegno della comunità indigenadei Guaraní-Kaiowá, insieme ai rispettivi gruppi facebook, si può trovare cliccando qui [pt].

Leggi i nostri ultimi post sulla lotta del popolo Guarani Kaiowá:

25 Ottobre 2012 – Brasile: il grido di resistenza dei Guarani Kaiowá [it]
20 Novembre 2012 – Brasile: sospeso lo sgombero dei nativi Guarani-Kaiowá [it]

Fonte:  Global Voices

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Informazioni su Alessandra Fantini

donna resistente nell'Italia dei cervelli in fuga
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