Disabili senza attività: di chi è la colpa?

Disabili senza attività: di  chi è la colpa?

Servizio essenziale interrotto o fine di un progetto? Le conseguenze sono a carico di 70 disabili

DISABILI SENZA ATTIVITA’: DI CHI E’ LA COLPA? 

Al ritorno delle vacanze, 70 utenti delle cooperative storiche che lavorano con i portatori di handicap nel IV municipio si sono ritrovati senza progetti. «Questi servizi rientrano nel piano sociale di zona» – afferma Francesco Scivo, vice Presidente di Idea Prisma, una delle tre cooperative storiche del quartiere – «Quando l’utenza si impoverisce perchè socialmente non ha la possibilità di avere momenti di crescita, peggiora la qualità della vita». 

Secondo l’assessore alle Politiche Sociali, Francesco Filini, non c’è stato nessun disabile senza servizi: «I servizi obbligatori per le persone svantaggiate sono in piedi. Accanto a questi, vi sono stati diversi progetti a tempo, per estendere l’assistenza che noi forniamo. Questi progetti scadevano il 31 luglio e noi li abbiamo prorogati al 31 agosto».

Il finanziamento dei progetti scaduti avveniva soprattutto tramite le risorse del Comune, che ha ottenuto una proroga per la presentazione del bilancio e dunque i fondi non sono stati destinati.

«Solitamente quando il servizio scade l’amministrazione può andare in deroga o emettere un nuovo bando, magari qualche mese prima della scadenza» ci dice Riccardo Corbucci, vicepresidente del consiglio del IV Municipio. Ma Filini è chiaro: «Senza bilancio comunale non ci sarà un bando e i servizi essenziali sono comunque garantiti. Le persone che usufruivano di questi progetti, ad oggi vengono servite attraverso altre forme di progetti. All’utente non cambia nulla».

La mancanza di fondi non è una novità, e problemi analoghi sono stati affrontati già in passato.  Quello che è mancato secondo Scivo, Presidente di Idea Prisma è diversa è stata la concertazione tra famiglie, centrali cooperative e amministrazione in vista della scadenza dei progetti.

Il risultato è che oggi gli utenti coinvolti e le loro famiglie si ritrovano senza il sollievo delle attività, con un peggioramento della qualità della vita per una delle componenti più deboli della società e dello stesso municipio.

Alessandra Fantini

Fonte:  LA VOCE del Municipio 21-9-2012

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