Differenziata: una sperimentazione da migliorare

Differenziata: una sperimentazione da migliorare

La differenziata è uno strumento di educazione per AMA e una semplice sostituzione di cassonetti per il comitato di Serpentara. Tanti i comitati presenti all’incontro. Rimangono dei nodi da sciogliere ma AMA e istituzioni sono disponibili al dialogo.

Nuovo incontro sulla raccolta differenziata nel IV Municipio. L’assemblea pubblica è stata organizzata dal Comitato di quartiere Serpentara per comprendere meglio il nuovo modello che AMA ha portato nel IV Municipio con tanto di kit domestici per il riciclatore perfetto.
Il progetto prevede per una limitata parte di utenti il metodo di porta a porta condominiale e per la maggior parte la differenziata stradale con cinque tipologie di cassonetti. I cittadini richiedono con forza che il porta a porta spinto sia ancora più diffuso anche se l’impegno dei comitati ha fatto sì che in due zone fosse inserito il porta a porta al posto della raccolta attraverso i cassonetti.
Ma il modello stradale è criticato da Bonessio dei Verdi, Romani di Legambiente e molti comitati in quanto vanifica il lavoro attento che si potrebbe fare in casa.
«Nelle strade esiste una differenziazione di cassonetti già da molto tempo ma la resa è minore. Abbiamo voluto salvaguardare il concetto di differenziazione portandolo dentro casa con i bidoncini anche a chi non avrà la porta a porta – afferma Giuseppe Perrone, direttore generale dei Servizi Territoriali di Roma di AMA. »
Ma oltre all’educazione l’obiettivo per AMA, in base al “Patto per Roma”, è raggiungere con questa iniziativa il 30% della popolazione romana, ad oggi solo al 26%.
Positivo il Presidente Bonelli: «Non si fa un passo indietro. Le cose non si annunciano, si fanno».
Meno entusiasti gli esponenti del PD Marchionne e Corbucci che sottolineano come l’ampia diffusione dei cassonetti sia un elemento diseducativo per la cittadinanza.
Bonessio dei Verdi si sofferma sul tema trasparenza dei rifiuti trattati negli impianti. Benvenuti accoglie volentieri l’invito per una tracciabilità dei rifiuti conferiti: «É giusto comprendere dove finisce il rifiuto quando viene lavorato e da chi, quanto è la possibilità di guadagno e qual è il ritorno economico per la collettività».
Tra gli argomenti più discussi il fatto che non ci sia un vero e proprio metodo per colpire i cittadini che non riciclano e premiare i virtuosi, infatti non è più previsto il badge per i cassonetti.
Discussione aperta anche su Via Salaria soprattutto tra comitati e l’assessore Marco Visconti, ma Benvenuti rassicura palesando una possibile conversione degli impianti di TBM in quelli di compostaggio.
Toni pacati a volte polemici ma tesi al discorso costruttivo: le amministrazioni e AMA si sono dichiarate disponibili a confrontarsi nuovamente con i cittadini.

Alessandra Fantini

Fonte: LA VOCE del Municipio 16-11-2012

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