Stranieri d’Italia

L’Italia e la migrazione: questo il tema di “Anche voi foste stranieri!”, il nuovo libro di Antonio Sciortino che ha raccolto gli interventi comparsi negli ultimi anni sul settimanale Famiglia Cristiana, di cui è il direttore. Il volume contiene una raccolta di notizie e testimonianze, con un appello alla politica italiana affinché si impegni maggiormente nel progettare l’accoglienza di una presenza straniera sempre più stabile e numerosa: oltre 3 milioni e 500 mila non comunitari regolarmente soggiornanti in Italia, secondo i più recenti dati Istat.

di Alessandra Fantini

Don Antonio Sciortino, che ha pubblicato di recente “Anche voi foste stranieri” – una raccolta degli interventi comparsi su Famiglia Cristiana negli ultimi anni sul tema degli immigrati – è convinto che «in questo periodo i provvedimenti presi nei confronti degli stranieri che vivono nel nostro paese non abbiano facilitato l’accoglienza, perché ispirati al principio dell’esclusione». “Cercavate braccia sono arrivate persone” è la frase comparsa su uno striscione di lavoratori italiani in Svizzera, ripresa da Aldo Maria Valli. Questo aneddoto presente nel libro introduce uno dei temi cardine del testo, cioè la presenza di due visioni della migrazione in Italia: una che ha agito guardando alla presenza migrante semplicemente come un bene da sfruttare per i nostri interessi economici, con un pizzico di xenofobia e intolleranza; e un’altra più solidale e attenta al lato umano che fortunatamente, secondo il direttore di Famiglia Cristiana, appare maggioritaria.

Anche Laura Boldrini, portavoce dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, intervenuta nella presentazione del libro di Sciortino che si è svolta lo scorso 9 maggio presso la sede della Provincia di Roma, ha sottolineato la presenza in Italia delle due visioni, enfatizzata dall’uso del linguaggio mediatico: un linguaggio che, ad esempio, non ha avuto scrupoli a definire “tsunami umano” i movimenti di persone in fuga da situazioni critiche in Africa. Boldrini ha evidenziato inoltre la situazione di fragilità delle donne straniere, con particolare attenzione al fenomeno tutto italiano delle badanti: dovuto a profonde carenze del welfare, con le donne straniere che rinunciano alla loro famiglia per aiutare altre donne a crescere nel proprio lavoro.

La condizione odierna dei migranti è simile a quella degli italiani di qualche anno fa, conferma Andrea Riccardi, Ministro per la Cooperazione Internazionale e l’integrazione, secondo cui ai giorni nostri «una delle crisi più urgenti, accanto a quella economica, è quella delle relazioni: l’assenza di reti di solidarietà, che provocano isolamento e solitudine, impoverendo ancora di più il paese». In questo contesto la condizione degli stranieri risulta particolarmente grave perché si rende più difficile il processo di accoglienza.

Secondo Nicola Zingaretti, presidente della Provincia di Roma, le politiche dei flussi di migratori e dell’accoglienza non possono rientrare in iniziative sull’ordine pubblico, sul contenimento o sulla sicurezza, ma vanno inserite all’interno di manovre dedicate allo sviluppo. Per questo Antonio Sciortino continua a sostenere l’esigenza di una nuova legge sulla cittadinanza, legata al territorio di nascita (“ius soli”)e non ai legami di sangue (“ius sanguinis”). Un monito verso la politica che deve impegnarsi a progettare l’accoglienza di una presenza straniera in Italia sempre più stabile e numerosa, come riportato dai recenti dati del Censimento Istat 2011 che attestano una presenza di oltre 3 milioni e 500 mila stranieri non comunitari regolarmente soggiornanti in Italia, con una crescita del 35% dei regolarmente soggiornanti in Italia dal 2008 al 2011.

Il libro di Sciortino ci ricorda che esistono episodi di inclusione che non trovano spazio sui media ufficiali: far emergere queste storie di integrazione, che sono tante nel nostro paese, è un modo per far prevalere l’Italia tesa all’accoglienza e alla solidarietà.

VpS – Volontari per lo sviluppo

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Informazioni su Alessandra Fantini

donna resistente nell'Italia dei cervelli in fuga
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